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martedì, 30 settembre 2008

QPR-Blackpool=1-1

 1-1
 78' Blakstock
 
reti
 
17' T.Fletcher  
 57' Leigertwood
 
cartellini
 
 
  


QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Mahon (73' Buzsaky), Hall, Parejo (46' Leigertwood), Blackstock, Rowlands, Ramage, Cook, Ledesma (46' Agyemang).
In panchina: Camp, Gorkss.

Blackpool: Rachubka, Southern, Evatt, Vaughan (84' Broomes), Taylor-Fletcher, Jorgensen (90' Fox), Kabba, Camara, Edwards, Barker, Burgess.
In panchina: Coid, Hammill, Gow.

Presenze: 12.500

Arbitro: Grant Hegley (Hertfordshire). 

 


 

Iain Dowie risponde alle domande dei giornalisti dopo la partita: "Non è un problema di schemi il nostro. Potevamo essere 2-0 al 45' minuto e nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Non è stato certamente un risultato positivo ma non posso essere scontento del modo in cui abbiamo giocato".

 


 


Commento: Lo spettro della terza sconfitta consecutiva ha aleggiato sopra Loftus Road per più di un'ora e questo può far pensare che, in fondo, un pareggio è comunque un buon risultato. Ma non è così.
La squadra si è involuta, anche perchè pensare di poter contare solo e soltanto sulla verve dei due ragazzini Ledesma e Parejo era utopistico, il gioco non decolla e quando gli avversari attaccano la paura prende il sopravvento.
E' chiaro che Dowie dovrà lavorare molto per riportare i Rangers agli standard che gli competono, anche perchè il nostro tasso tecnico è molto elevato per la categoria e non possiamo sempre soffrire così. Un punto in tre partite è una media da zona retrocessione, non da promozione.
Per quanto riguarda la cronaca, i QPR si sono presentati con la loro formazione standard, con Delaney, Stewart, Ramage e Hall davanti a Cerny, Mahon, Parejo, Rowlands e Cook a centrocampo e Ledesma a sostegno di Blackstock, unica punta.
La partita è inizialmente molto avara di occasioni. Si fanno vedere Ledesma e Parejo con un paio di tiri da lontano, che finiscono fuori, ma a passare sono i Seasiders che al 17' si porta sullo 0-1 grazie a Gary Taylor-Fletcher che di destro, dalla distanza, indovina l'angolo giusto.
A questo punto ci si aspetterebbe una pronta risposta dei Rangers, ma la partita non decolla ed il Blackpool non si sforza certo ad alzare i ritmi. Comunque i QPR si rendono pericolosi più volte.
Al 19' ci prova Ledesma, mai domo, ma Rachubka para a terra. Al 26' ancora l'ex genoano sugli scudi, ma il suo tiro è deviato in calcio d'angolo da Jorgensen.
Al 27' Mahon, da pochi passi, si vede ribattere il tiro da Burgess.
Al 30' ci prova Rowlands dalla distanza, seguito un minuto dopo da Ledesma, ma niente da fare: i tiri vanno fuori.
AL 37' la seconda miglior chance di pareggio capita a Rowlands, che da pochi passi calcia però fuori...
Nel secondo tempo Dowie boccia la 'linea giovane', in maniera alquanto discutibile, e lascia negli spogliatoi Ledesma e Parejo, sostiutiti da Agyemang in attacco e Leigertwood a centrocampo.
Pronti - via e Blackstock, di testa, sfiora la traversa.
L'assedio degli R's adesso è completo e martellante, ma Rachubka si supera prima su Ramage (49'), poi su Blackstock (53') ed infine su Leigertwood (55').
Il pareggio non arriva, i Rangers si sbilanciano e per poco non arriva lo 0-2 quando al 62' Cerny riesce a neutralizzare un tiro di Barker.
Dowie prova il tutto per tutto e manda in campo anche Buzsaky per Mahon, e finalmente arriva il meritatissimo 1-1, al 78', su colpo di testa di Blackstock.
A quel punto gli Hoops provano addirittura a vincere la partita, sempre con Blackstock al 79' e con Buzsaky all'81', ma senza fortuna.
I Seasiders capiscono la malaparata ed iniziano a fare il più classico dei catenacci, con tanto di cambi tattici spesi solo per perder tempo.
Alla fine si conteranno 21 tiri dei Rangers (di cui 8 in porta) contro i 7 del Blackpool (di cui 4 in porta), 10 corner a 6 per gli R's che hanno subito anche 14 falli contro i 9 causati.
Ok, è stata senz'altro una partita sfortunata, come lo è stata quella contro il Derby e ancora prima quella contro il Coventry. Ma è davvero tutta sfortuna? Solo sfortuna?
Sono certo che Dowie ed il suo staff la pensano diversamente e mi auguro che sappiano riprendere in mano la squadra nel minor tempo possibile.
 




 

postato da: WallyWest alle ore 22:48 | link | commenti
categorie: championship

QPR-Blackpool: l'ultima volta da Ranger di Rodney Marsh, la prima di Kaspars Gorkss

Questa sera si giocherà QPR-Blackpool al Loftus Road.
La partita di stasera vedrà per la prima volta contrapposto ai suoi ex compagni di squadra, Kaspars Gorkss, passato questa estate dal Blackpool ai Rangers alla fine si una lunghissima e snervante telenovena.
Nonostante il tormentato addio, Kaspars è però ottimista e non crede che riceverà una brutta accoglienza da parte dei suoi ex compagni e tifosi: "Sto giocando poco qui ai QPR. E tutto è dovuto a quel lungo tira e molla tra la mia ex società ed i QPR. In quel periodo non mi sono allenato e quindi ho perso gran parte della preparazione pre-stagionale. E' quindi normale che stia lentamente entrando in forma solo adesso. Sto comunque molto bene adesso e spero di far parte dell'11 titolare questa sera. Sarà una partita difficile perchè i Seasiders stanno giocando molto bene e non mi meraviglio poichè conosco la loro organizzazione e molti dei loro giocatori. Comunque credo che l'atmosfera stasera sarà amichevole attorno a me. Non vedo l'ora di salutare i miei ex compagni e spero anche di essere accolto bene dai miei ex tifosi, anche se su quest'ultimo aspetto non posso dire di essere certo".
 
L'ultima vittoria del Blackpool al Loftus Road è datata 1972 ed è ricordata più che altro perchè è l'ultima partita giocata al Loftus Road con la maglia dei Queens Park Rangers dal leggendario Rodney Marsh (nella foto. Ai QPR realizzò 106 gol in 211 partite portando i Rangers a due promozioni consecutive ed alla vittoria in League Cup nel 1967), successivamente Rodney giocò altre due partite per gli Hopps, entrambe in trasferta ed entrambe perse, prima di essere ceduto al Manchester City.
La formazione di quel giorno: Parkes - Clement Hazell Mancini Gillard - Saul Venables Francis Ferguson - Marsh McCulloch.
 
postato da: WallyWest alle ore 17:00 | link | commenti
categorie: news

Il leggendario STAN BOWLES

Un aneddoto e una "sentenza": per descriverlo, anche a chi non l'ha visto giocare, non serve altro. L'aneddoto. Sunderland-QPR, ultima di campionato della 2nd Division 1972-73 (l’attuale Championship, la cadetteria inglese). Stanley Bowles è la talentuosa mezzala sinistra dei biancoblù londinesi, da un mese già promossi in 1st (arriveranno un punto dietro il Burnley, primo con 62). I Black Cats invece hanno appena vinto, un pò a sorpresa, la FA Cup battendo 1-0 il Leeds United. Al vecchio Roker Park si radunano in 43.265 per ammirare in casa propria il trofeo, lasciato in bella mostra su un tavolinetto oltre la linea laterale. Bowles & C., però, hanno altri progetti, o perlomeno così narra la leggenda, spesso riportata – con dovizia di particolari sempre diversi – dal diretto protagonista: «Un paio di noi avevano scommesso su chi riusciva per primo a far cadere la coppa colpendola col pallone. Allora ho preso palla, ho corso per qualche metro e l’ho fatta volare via. Ai tifosi avrei fatto meno male segnando due gol, e alla fine c’è stata un'invasione di campo che è finita su News at Ten! (il notiziario delle 22)». La folla, inferocita per quello che ritiene un affronto, invade il campo e comincia la caccia all’uomo. Quello con la maglia, bellissima, di cotone, a cerchi blu su sfondo bianco e con il numero 10. Ci metterà 20', la polizia, per riportare l’ordine e far riprendere il gioco.

La "sentenza", adesso. «Se fosse riuscito a passare davanti a un’agenzia di scommesse come faceva col pallone, avrebbe fatto miliardi e (altra versione) cento presenze in nazionale». Il gioco di parole, imperniato sul verbo "to pass", in inglese funziona di più, anzi descrive al meglio la quintessenza del maverick Anni 70: Stan "The Man" Bowles. Per sapere cos’erano questi cavalli pazzi, i calciatori genialoidi e "maledetti" tanto cari al football britannico dell’epoca, non scomodatevi a cercarne la definizione sull’Oxford English Reference Dictionary. Dopo la prima accezione di «capo di bestiame non marchiato», trovereste quella "ufficiale" di «persona indipendente e fuori degli schemi» cioè poco allineata e per nulla allineabile. Non vi sono riferimenti al talento o al successo né tanto meno al calcio. Anche se, come ha scritto Steve Bidmead in Bowles, documentata e piacevole biografia da lui dedicata al Nostro, «non si ha traccia di mavericks fra giocatori di badminton o negli ostacolisti». Solo un caso? Difficile. Stan nasce la vigilia di Natale 1948, due minuti prima della mezzanotte, a Collyhurst, duro sobborgo di Manchester e cresce a Moston, che è pure peggio. Per capirci: "Crimechester" è, fra le grandi città britanniche, quella con il maggiore tasso di criminalità, perlomeno stando i dati forniti dall’Home Office, il locale Ministero degli Interni, e dall’Istituto nazionale di statistica. Ebbene, Moston è considerata terra di banditi anche per gli elevati standard mancuniani. E se per compagni di "giochi" hai la Quality Street Gang (di cui la polizia nega l’esistenza) e i Whiz Mob, e ti fanno sporadiche visitine lo Special Branch (l’esercito per la sicurezza nazionale) e la Met (colloquiale per Metropolitan Police Service) perché rubare furgoni è un modo troppo realistico di fare a guardie e ladri, il tuo destino magari non è segnato ma un’impronta ce l’ha. Anche se «la mia politica è sempre stata quella di chiudere un occhio e tenere la bocca chiusa».
Nemmeno casa Bowles deve essere un eden se alla domanda del prete cattolico «di che confessione siete?» posta dallo spaesato ragazzino e da questi girata alla madre, segue dal piano di sopra un «non lo so, figliolo. Devi aspettare che torni tuo padre». Quasi fisiologico che Stan, vicino di casa dei futuri Red Devils Brian Kidd e Nobby Stiles, viva di pane, calcio e, nel meno peggio dei casi, scommesse, virus beccato a 15 anni vincendo 24 sterline. Delle possibili tre strade, football, boxe, malavita, il fato gli scarta la seconda se non altro per il torace. Col pallone invece il figlio del lavavetri ci sa fare e scala alla svelta la trafila nelle giovanili del Manchester City, nella cui prima squadra Joe Mercer lo fa debuttare nel settembre 1967 in Coppa di Lega contro il Leicester City. Piede mancino che ricama, Bowles lo ripaga con una fantastica doppietta. Ma in campionato il contributo dell’enfant du pays alla squadra poi campione d’Inghilterra è trascurabile. Il ragazzo frequenta brutte compagnie e al club la cosa non aggrada (storiche un paio di accapigliate con il vice-Mercer, Malcolm Allison, una delle quali davanti ai clienti del night "The Cabaret"). È una testa calda, ma quella testa pare intenzionato a metterla a posto quando, due anni dopo, sposa la fidanzatina dei tempi della scuola, Ann, che gli darà tre figli: Andrea, Carl e Tracey. Secondo voi dura? Ma dai... Il temperamento ribelle, le sue attività fuori del campo e la richiesta di un nuovo contratto fatta al compimento del 21° anno di età, cui segue il rifiuto dell’aumento di 5 sterline a settimana, non vanno giù alla dirigenza, che nell’agosto ’70, stufa di 2 reti in 17 gare spalmate su tre campionati, lo molla. «Sapevo che era finita, che non si poteva tornare indietro, così me ne tornai dai miei vecchi compari dei bassifondi di Manchester, dove facevo più soldi della miseria che prendevo al City. Smisi di allenarmi, tranne che per precipitarmi dai bookmaker per la corsa delle 14, del calcio non m’importava più». Infatti, nel prestito al Bury, finito anzitempo, il 5 settembre, dopo sole nove settimane (5 gare e zero gol), Stan dimostra di non essere cambiato e il suo futuro da pro sembra finito ancora prima di iniziare.

Quello stesso mese, gli concede una possibilità Ernie Tagg, il manager del Crewe Alexandra, club di quarta divisione, e risale a quel periodo nel South Chesire (e forse attribuibile all’allenatore) l’immortale epitaffio tecnico di cui sopra. Non a caso, Tagg – cui erano bastate un paio di partite per concedergli un anno di contratto – versava lo stipendio di Stan alla signora Bowles, cui il marito faceva rispondere al telefono che era malato per marcar visita salvo vedersi tirar giù dal letto da un Tagg fuori dalla grazia divina. Diciotto centri in 51 gare con i Railwaymen, una delle peggiori squadre del Paese, convincono Ian MacFarlane a portarselo, nell’ottobre ’71, per 12.000 sterline, al Carlisle United in 2nd Division come rimpiazzo di Bob Hatton, passato per 90 mila al Birmingham. L’impatto con Gresty Road è col botto (tripletta al Norwich), ma in undici mesi sotto “The Big Man”, Bowles raccoglie solo 36 presenze e 13 gol (33 e 12 in campionato, chiuso al quarto posto), escluso il Torneo Anglo-italiano del 1972, il primo vinto da un’italiana, la Roma. Nonostante le mattane, o forse anche per quelle, a Brunton Park lo ricordano ancora come uno dei più forti e, ovvio, più chiacchierati giocatori visti con la maglia dei Cumbrians. Il suo regalo natalizio alla tifoseria è la mirabile “hat-trick” nel 3-0 casalingo dei Blues al Norwich il 28 dicembre. Nasce allora la partnership con Chris Balderstone che, assieme alle ali Dennis Martin e a Bobby Owen, forma un centrocampo che in Division Two non ha eguali. Ma dall’arrivo, nell’agosto ’72, del nuovo manager Alan Ashman, per Stan si rompe qualcosa. Dopo l’anglo-italiano raccoglie solo 6 presenze, e quello che vale l’1-1 di Huddersfield, verso la fine del mese, è il suo ultimo gol con la maglia dello United. Due settimane dopo è al QPR di Gordon Jago, per 112.000 sterline, esborso-record per il club che mai aveva scollinato le sei cifre. A Sheperd’s Bush, resta sette anni, rimpiazzando nel cuore dei tifosi l’idolo e pari ruolo (in campo e fuori) Rodney Marsh – ceduto per 200 mila pounds al Man City, club che di Stan non aveva più voluto saperne – e già dimenticato sin dal debutto di Bowles, autore di un gol nel 3-0 in casa al Forest davanti a 12.528 folgorati da quel funambolo dalla chioma al vento, dal sinistro magico e dal carisma innato. Un colpo di fulmine che sulle gradinate di Loftus Road cambia istantaneamente i cori da «Rod-ney, Rod-ney» a «Stan-ley, Stan-ley». Nel ’74 a Jago subentra Dave Sexton, che ama più tener palla che liberarsene come se scottasse. Il primo a beneficiarne è Bowles, che nel giro di due anni, in coppia con la star Gerry Francis, trascina i Rangers a un punto da un titolo che se vinto avrebbe fatto storia e che andando al Liverpool è diventato normale amministrazione. E la stagione successiva, la prima dei Rangers in Europa, è capocannoniere (11 gol) di Coppa Uefa, torneo che per i suoi si arena nei quarti, 6-7 ai rigori contro l’AEK Atene (poi eliminato dalla Juventus futura vincitrice), dopo che erano state sommerse di reti Brann Bergen e Slovan Bratislava e domato a fatica il Colonia. Nel frattempo il 3 aprile ’74, Sir Alf Ramsey lo fa debuttare in nazionale nell’amichevole di Lisbona (0-0) contro il Portogallo. Per Bowles è l’inizio di un amore mai consumato. L’11 maggio al Ninian Park di Cardiff (2-0 al Galles) firma il suo unico gol con i “bianchi”. Quattro giorni dopo, a Wembley (2-0 all’Irlanda del Nord), viene sostituito con ignonimia e Ramsey non lo chiama più. E così fa il traghettatore Joe Mercer, ex del Man City, l’ultimo a stupirsi quando (leggenda o verità?) Bowles non si presenta a un raduno preferendo andare a White City, pista londinese per le corse dei cani. Perso sul filo di lana il campionato ’76, Bowles riconquista la nazionale. La seconda occasione gliela dà Don Revie nella gara di qualificazione mondiale contro l’Italia, il 17 novembre all’Olimpico di Roma. Il Ct azzurro Enzo Bearzot gli attacca alle caviglie Claudio Gentile e Stan non tocca palla. E quattro. Il quinto e ultimo “cap” è del 9 febbraio ’77, davanti ai 90.000 di Wembley, 0-2 dall’Olanda, amichevole che passerà alla storia per il «10» in pagella a Johan Cruijff. Per Stan, niente più polemiche come quella avuta con Emlyn "Crazy Horse" Hughes («Per il mio Paese giocherei anche gratis»): «Giusto, tu tieniti i Tre Leoni e i tuoi 200 testoni li prendo io (nella gestione-Revie i convocati beccavano 200 sterline a convocazione)».

Nel dicembre ’79, su raccomandazione dell’antico sodale Peter Taylor, Brian Clough si mette in testa una pazza idea: fare di quel riottoso purosangue il cavallo di punta del Nottingham Forest campione d’Europa. Nei piani, Stan doveva rimpiazzare l’anziano Archie Gemmill in una prima linea da sogno: (Trevor) Francis, John Robertson, Garry Birtles, Bowles e l’altra testa matta Charlie George, arrivato in prestito. Un progetto folle, appunto, perché come vice-Gemmill avrebbero fallito in tanti (dopo Bowles anche Jurgen Roeber e Raimondo Ponte) ma soprattutto perché, come ammesso da "Stan The Man" nell’omonima autobiografia, il rapporto mai nato con "Old Big ’Ead", il vecchio testone, era destinato a fallire dall’inizio: «Siamo partiti col piede sbagliato quando mi ha detto "voi cockneys (spregiativo per "coatti" londinesi) siete tutti uguali" e io, di rimando, "Mi scusi, ma io sono di Manchester"». Due personalità troppo forti per poter coesistere. E il rifiuto del giocatore di andare panchina per la finale di Coppa dei Campioni, il 28 maggio 1980 al Santiago Bernabéu di Madrid contro l’Amburgo, è il punto di non ritorno. Due mesi dopo, Clough decide che 2 reti in 19 partite non valgono la candela e lo sbologna all’Orient (ora Leyton Orient), in Second Division, per 100.000 sterline, un record a Brisbane Road. Bowles ci resta un anno, il tempo di segnare 7 volte in 44 partite. Poi sposa (nell’agosto ’81) l’amante di lunga data Jane Hayden e in ottobre scende in 3rd firmando per il Brentford di Fred Callaghan, un po’ come se ai tempi d’oro «Paul Gascoigne fosse andato allo Swansea City» si disse e scrisse. Bowles, che ha perso un po’ lo spunto ma non la classe, vive tre stagioni da re (16 gol in 81 gare) prima di ritirarsi, ormai 35enne, nel febbraio ’84.

Ancora oggi, al Griffin Park ricordano l’ilarità da lui suscitava quando – frustrato per il passaggio orribilmente fuori misura indirizzatogli dal suo scarsissimo terzino destro – si piegò mimando il gesto di portarsi le mani agli occhi come fossero un binocolo per vedere dove diavolo gli avessero lanciato il pallone. Ma a parte le sue prodezze, soprattutto quelle nel QPR più forte di sempre – un mirabile mix di gioventù (Bowles, Parkes, Clement e Francis) e di esperienza (McLintock, Webb e Hollins) – trascinato dai suoi 70 gol in 255 partite di campionato, 97 in 315 in totale, Bowles verrà per sempre ricordato anche per gli eccessi – ipertollerati, al QPR, dalla morattiana presidenza di Jim Gregory’s – fuori del campo. «Ho fatto il pieno con vodka (una bottiglia al giorno), tonica, scommesse e sigarette (fino a 50, ma forse 80, al dì). Ripensandoci, devo aver esagerato con la tonica». I tre divorzi («cerco di raggiungere Mickey Rooney», leader di categoria con 8 mogli), l’ultimo da Diane, conosciuta nel ’94, dalla quale ha adottato i figliastri Zoe e Tommy, le frequentazioni poco raccomandabili (tra cui «un truffatore di professione la cui specialità era vendere agli irlandesi cavalli che neppure esistevano») e sfociate in arresti (uno come sospettato di tentata rapina), le soste dai bookmakers prima di mettersi in fila per il sussidio di disoccupazione o le “fughe”, già in tacchetti, calzoncini e maglia numero 10, fino a 15’ dal fischio d’inizio, il finto ritiro – venduto in esclusiva per 500 sterline per il supplemento domenicale di un quotidiano – e smentito due giorni dopo il servizio fotografico, i patetici tentativi come assistente allenatore (un annetto al Brentford di Dave Webb, suo ex compagno ai Rangers, e due settimane al QPR), le esibizioni-choc in tv («Non esiste persona peggiore per rappresentare il calcio in televisione» disse nel ’76 l’amico ed ex compagno di squadra Paul Hince dopo la storica figuraccia di Stan a "Superstar" della BBC), il linguaggio scurrile che gli costò il posto di opinionista a Sky, gli articoli come esperto di scommesse (con le quali ha perso una fortuna), le baruffe con gli arbitri: Bowles è stato e ha provato di tutto e di più, ma se oltre vent’anni dopo che ha smesso di giocare si stampano magliette con la sue effigie, viene eletto miglior Ranger di sempre (davanti a Marsh, obvious) e Dominic Masters ci scrive su una canzone ("Stan Bowles" per The Others), un motivo c’è. E si chiama Stan The Man. Ozioso chiedersi che cosa avrebbe fatto con un’altra testa. Come ha detto Frank Worthington, che della categoria fu uno dei massimi esponenti con Marsh, Tony Currie, Charlie George, Alan Hudson e Peter Osgood, «i rimpianti fanno parte della leggenda, parte dell’essere un maverick». Poco, ma sicuro.
 
da LetThePeopleSing
 
postato da: WallyWest alle ore 08:24 | link | commenti (1)
categorie: articoli, la storia
lunedì, 29 settembre 2008

Buzsaky torna in Nazionale

Erwin Koeman, CT dell'Ungheria, ha diramato le convocazioni per le partite valide per la qualificazione alla fase finale del Campionato del Mondo in Sudafrica del 2010.
Tra i convocati ritroviamo il nome del nostro Akos Buzsaky, da poco rientrato dopo l'operazione alla caviglia a cui è stato sottoposto all'inizio dell'estate.
Operazione resa necessaria per curarlo da un infortunio patito proprio con la maglia magiara.
 
Intanto, il nostro amatissimo "Magical Magyar" ha rilasciato una breve intervista ripresa da Sky Sport in cui fa il punto della situazione: "E' bellissimo riassaporare l'emozione di una partita e del calore del pubblico. La mia caviglia è perfettamente guarita adesso e sto velocemente recuperando lo stato di forma ideale. So che può suonare strano ma direi di essere stato fortunato: mi sono infortunato in marzo e quando ho deciso di operarmi è arrivata la pausa estiva. La sosta forzata di due mesi e mezzo è stata così in gran parte spesa durante l'estate e non ho persomolte partite".
A proposito del nuovo allenatore e dei nuovi compagni, Akos ha detto: "E' una grande sfida per me. Dimostrerò di essere un discreto giocatore in tutte le occasioni che mi saranno offerte. Adesso ci sono dieci centrocampisti in squadra, tutti ottimi giocatori. Credo che la nostra squadra quest'anno sia ottima e abbiamo le carte in regola per arrivare tra le prime quattro e centrare la promozione".
 
postato da: WallyWest alle ore 16:54 | link | commenti
categorie: news

ManUtd-QPR fissata per l'11 novembre. Euforia a Loftus Road

Sul sito del Manchester United si legge che la partita per il 4° turno di Carling Cup originariamente programmata per lunedì 10 novembre è stata posticipata a martedì 11 novembre, l'orario è rimasto invariato: le 20 locali (21.00 in Italia).
 
Intanto il vice di Dowie, Tim Flowers, parla dell'entusiasmo dei QPR per il 'Big Match' all'Old Trafford (foto): "Che sorteggio! E' una cosa fantastica, per il Club e soprattutto per i tifosi, che hanno sempre attraversato il Paese in lungo ed in largo per supportarci. Il Manchester United dovrà fare molta attenzione quando ci affronterà a novembre!"
 
postato da: WallyWest alle ore 15:47 | link | commenti
categorie: news

Stan Bowles critico con la nuova dirigenza dei Rangers

Il leggendario Stan Bowles, 59 anni, istrionica mezzala sinistra, tempo fa votato dai tifosi degli R's quale giocatore più amato della storia del club, si conferma uomo schietto e per niente diplomatico e dalle colonne del People carica a testa bassa la nuova direzione del Club: "Miliardari? Sono più tirati di una mano di vernice ("They're tighter than a coat of paint", modo di dire inglese per indicare la spilorceria n.d.ww.). Sono stato convocato il giorno dell'ultima giornata di campionato della scorsa stagione per presiedere ad una lotteria, ma all'ultimo momento mi hanno fatto sapere che per motivi di budget non mi potevano pagare, quindi saltò tutto. Quest'anno mi è stato chiesto di presentare la nuova mascotte, un uomo vestito in maniera ridicola. Ho quindi il sospetto che in realtà ci fossero più soldi di quanto mi avevano detto".
"A me hanno dato solo 100 sterline", conclude 'The Man', "soldi che non mi sono bastati nemmeno per coprire il costo del biglietto del treno".
Per Stan Bowles si era pensato ad un ruolo di ambasciatore dei QPR nel mondo sportivo inglese, ma lui smentisce di essere mai stato interpellato in quel senso.
 
postato da: WallyWest alle ore 15:18 | link | commenti
categorie: news

Carling Cup, Round 4: Manchester United - QPR

Dopo aver battuto l'Aston Villa ecco che per il 4° turno di Carling Cup la sorte ci ha regalato probabilmente lo scontro più affascinante (e proibitivo) possibile:
Carlig Cup round 4
Monday 10th November 2008
Manchester United - Queens Park Rangers
Old Trafford stadium
...e scusate se è poco!
Si, lunedì 10 novembre (o un giorno della stessa settimana, la data non è ancora definitiva), i nostri amati Rangers scenderanno in campo contro i Campioni d'Europa e d'Inghilterra in carica: il Manchester United di Sir Alex Ferguson!
C'è forse bisogno di presentare i leggendari 'Red Devils'?
Non credo proprio. Mi limito a ricordare che hanno in bacheca 17 campionati, 11 FA Cup, 2 Carling Cup, 17 Community Shield, 3 UEFA Champions League, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa UEFA ed 1 Coppa Intercontinentale.
La squadra guidata da Ferguson annovera tra le sue fila Cristiano Ronaldo, Pallone d'Oro, e altri fuoriclasse tipo Paul Scholes, Carlos Tévez, Wayne Rooney, Ryan Giggs, Rio Ferdinand e via discorrendo.
Dire che abbiamo poche possibilità di passare il turno è già un'esagerazione, ma una partita del genere è un sogno e, soprattutto, è un'occasione di maturazione che i nostri ragazzi, ne sono certo, non si lasceranno sfuggire.
Forza QPR! Proviamoci. Divertiamoci.
Facciamo capire a tutti che i Queens Park Rangers stanno tornando!
 
   
Il quarto turno di Carling Cup completo:
 
Sunderland v Blackburn Rovers
Arsenal v Wigan Athletic
Chelsea v Burnley
Swansea City v Watford
Manchester United v Queens Park Rangers
Stoke City v Rotherham United
Brighton & Hove Albion / Derby v Leeds United
Tottenham Hotspur v Liverpool
 
 
postato da: WallyWest alle ore 11:26 | link | commenti
categorie: carling cup

Briatore: "I QPR non cambieranno nome"

Categorica smentita di Flavio Briatore, Presidente dei Queens Park Rangers, in merito ai gossip che parlavano di discussioni avviate dalla società con specialisti per cambiare il nome del club (che sarebbe dovuto diventare "London Rangers").
Queste indiscrezioni sono state riprese anche dal Daily Mail e quindi si è resa indispensabile una smentita, pubblicata sul sito ufficiale, che recita:
"A seguito di notizie riportate da un giornale dal titolo 'QPC is definitely a move too far, Flavio', il Presidente del QPR Holdings ha rilasciato la seguente dichiarazione: 'E' una pura invenzione e non ho idea di come sia nata. Non ho mai parlato con nessuno di questo argomento. Non conosco il giornalista che ha scritto l'articolo, ma si tratta di una storia completamente inventata e darò mandato ai nostri avvocati affinché ci tutelino come dovuto. Posso smentire categoricamente che ci sia qualcosa di vero in quell'articolo'.
Il Club non rilascerà più commenti sull'argomento".
 
Non che ne dubitassi, ma mi ha fatto piacere leggere della smentita.
:)
 
postato da: WallyWest alle ore 10:59 | link | commenti
categorie: news
domenica, 28 settembre 2008

9a giornata:QPR-Blackpool

Subito un'occasione di riscatto per i QPR, reduci da due sconfitte consecutive, che martedì 30 settembre affronteranno in casa il Blackpool alle 20.00 locali per la 9a giornata di Championship.
Lo scorso anno la partita è finita con un pirotecnico 3-2, con gol spettacolare di Buzsaky (vedi il VIDEO), Vine e Rowlands.
Questa estate il rapporto tra le due società ha raggiunto il minimo storico quando i Rangers si sono accordati con l'allora difensore dei "Seasiders" Kaspars Gorkss, con tanto di denuncia alla Federazione Inglese per "illegal approach".
Quest'anno il Blackpool occupa la 13a posizione in classifica grazie a 3 vittorie, altrettante sconfitte e due pareggi nelle otto partite fino ad oggi giocate ma ha un ruolino di marcia in trasferta tutt'altro che disprezzabile, con due vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta.
Si tratta quindi di un avversario tutt'altro che abborabile e non tragga in inganno la posizione di classifica visto che, essendo solo ad inizio campionato, seppur tredicesimi hanno solo due punti meno di noi, quinti.
Occorre però rialzare subito la testa e, dopo due sconfitte, è importantissimo ritrovare subito la via della vittoria e quindi speriamo di ritrovare i tre punti contro la ex squadra del leggendario Stanley Matthews (il primo giocatore a vincere il Pallone d'Oro), vincitori di una FA Cup nel lontano 1953.
Alcune curiosità sulla partita di martedì: anche lo scorso anno la partita fu inserita in un turno infrasettimanale e si giocò quindi alle 20.00 di martedì 11 marzo.
Alla partita assistettero assieme a Briatore anche Ramon Calderòn, presidente del Real Madrid (che sia stato quel giorno che gli abbiamo chiesto Parejo?) ed il Re del Ghana.
Lo stesso Re del Ghana, colto a fumare nei gabinetti dello stadio, è stato quasi sbattuto fuori dagli stewart dello stadio, prima che Briatore e Paladini intervenissero trafelati per evitare un tale 'incidente internazionale' (vedi QUI).
 
 
postato da: WallyWest alle ore 23:11 | link | commenti
categorie: championship

Classifica e risultati dopo l'8a giornata

CLASSIFICA dopo 8 turni
PG
PV
PN
PP
GF:S 
P
1
Wolves
8
7
1
0
 23:7 
 22 
2
Birmingham
8
6
1
1
 11:5 
 19 
3
Reading
8
4
2
2
 20:10 
 14 
4
Preston
8
4
2
2
 11:10 
 14 
5
QPR
8
4
1
3
 10:9 
 13 
6
Bristol City
8
3
3
2
 11:7 
 12 
7
Coventry
8
3
3
2
 7:7 
 12 
8
Burnley
8
3
3
2
 9:10 
 12 
9
Sheffield Wed
8
3
3
2
 11:14 
 12 
10
Sheffield Utd
8
3
2
3
 10:7 
 11 
11
Cardiff
8
2
5
1
 8:7 
 11 
12
Plymouth
8
3
2
3
 8:9 
 11 
13
Blackpool
8
3
2
3
 6:8 
 11 
14
Charlton
8
3
1
4
 10:10 
 10 
15
Norwich
8
2
4
2
 7:8 
 10 
16
Ipswich
8
2
3
3
 10:9 
 9 
17
Derby
8
2
3
3
 7:8 
 9 
18
Swansea
8
2
3
3
 7:12 
 9 
19
Watford
8
2
2
4
 9:12 
 8 
20
Southampton
8
2
2
4
 8:11 
 8 
21
Doncaster
8
2
1
5
 4:11 
 7 
22
Crystal Palace
8
1
3
4
 7:11 
 6 
23
Barnsley
8
1
2
5
 4:8 
 5 
24
Nottingham F.
8
1
2
5
 7:15 
 5 
 
promozione diretta - playoff - retrocessione
 
 
CHAMPIONSHIP - 8. turno
1° tempo
Finale
Wolves - Bristol City
(1-0)
2-0
Barnsley - Norwich
(0-0)
0-0
Blackpool - Coventry
(0-0)
1-1
Burnley - Preston
(1-1)
3-1
Cardiff - Birmingham
(0-2)
1-2
Charlton - Sheffield Wed
(1-2)
1-2
Doncaster - Southampton
(0-0)
0-2
Plymouth - Nottingham F.
(1-0)
1-0
QPR - Derby
(0-0)
0-2
Reading - Swansea
(3-0)
4-0
Sheffield Utd - Watford
(1-0)
2-1
Ipswich - Crystal Palace
(1-1)
1-1
 
postato da: WallyWest alle ore 22:34 | link | commenti
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