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Dopo la sosta per le Nazionali torna la Championship e torna con un grande big match di alta classifica come quello del Cardiff City Stadium: si affrontano la squadra più spumeggiante in questo inizio di stagione come il Cardiff City contro la squadra che invece comanda in solitudine la classifica come il Newcastle e per entrambe è un test parecchio importante. I Bluebirds sono apparsi a tratti irresistibili soprattutto in casa, dove fin qui hanno sempre vinto e segnato almeno tre gol (considerando anche i due match giocati in Carling Cup) ma sono reduci dalla brutta prestazione espressa contro il Doncaster che ha impedito alla squadra di Dave Jones di arrivare a pari punti con il Newcastle. I Magpies invece devono affrontare già parecchi problemi di infortuni e devono farlo con una rosa non ampissima, ma fin qui Chris Hughton è riuscito a tirare fuori davvero il massimo dai propri uomini e a tenere concentrata la rosa nonostante le pessime politiche societarie: il primo posto lo sta a testimoniare, ma questo match può essere particolarmente duro per il Newcastle.
E' reduce dalla prima sconfitta anche il Middlesbrough, che contro il Bristol City sabato scorso ha anche incassato i primi due gol di questo campionato: il Boro deve affrontare anche una leggera emergenza difensiva dopo la cessione di Robert Huth allo Stoke City ma affronta una squadra in grandissima difficoltà come l'Ipswich, capace di portare a casa appena due punti dalle prime cinque giornate e già costretto ad affrontare una situazione parecchio tesa. Vanno decisamente meglio le cose in casa Bristol City, che sembra poter riassaporare quei sogni assaggiati due stagioni fa e di viaggiare nella zona alta di classifica: i Robins affrontano il Coventry, sgonfiatosi totalmente dopo un buon avvio e reduce da due ko consecutivi.
Il West Bromwich Albion vuole difendere il secondo posto (e possibilmente attaccare il primo del Newcastle) cercando i tre punti contro il Plymouth, che al momento occupa una mediocre 22esima posizione e che sembra destinato a lottare fino all'ultimo per la salvezza. Le due squadre di Sheffield si preparano al derby di venerdì prossimo giocando contro le due squadre dell'East Midlands, reduci dall'essersi sfidati proprio nella scorsa giornata: lo Sheffield United se la deve vedere in casa del Derby County, che a Pride Park esprime un calcio decisamente migliore rispetto a quello espresso fin qui in trasferta, mentre lo Sheffield Wednesday ospiterà un Nottingham Forest che spera di essersi definitivamente sbloccato dopo aver vinto il derby contro il Derby County di due settimane fa.
Delicatissimo già il match del Vicarage Road, tra due squadre che sembrano destinate a soffrire particolarmente nelle zone basse di classifica: il Watford ha perso quasi tutti i pezzi migliori nel mercato e sta anche sprecando qualche risultato raggiungibile in un inizio di stagione che non ha regalato un calendario impossibile. Le Hornets devono allora vincere contro un Barnsley che ha esonerato il manager Davey e che ha ingaggiato il giovane Mark Robins, manager 39enne che ha lasciato il Rotherham dopo due anni e mezzo e che sembra avere buone qualità. Delicato anche il match per il QPR, che prova ad avvicinarsi alle zone alte di classifica ospitando il Peterborough, che ancora non ha trovato l'incisività necessaria per far bene anche in Championship.
A cura di Silvio di Fede per I miei articoli sul calcio inglese
FINALMENTE la stagione 2008/09 è finita!
Perché FINALMENTE? Perché penso che nessun tifoso degli HOOPS sia realmente contento di come siano andate a finire le cose.
Indubbiamente – come sottolineato anche da Briatore – come punti e classifica questo è stato uno dei migliori campionati degli ultimi anni – ma la sensazione diffusa è che con un po’ più saggezza i nostri traguardi – a parità di investimenti – potevano essere decisamente più alti. Insomma i playoff erano alla portata di mano.
Nessuno si aspettava la promozione in Premier, sapevamo che questo era un anno di transizione, DI CRESCITA, ma proprio per questo ci sono tanti malumori – di basi quest’anno ne sono state messe veramente poche, e la sensazione è quella di essere dopo un anno esattamente nello stesso punto dell’anno scorso.
In ogni caso DUE ALLENATORI LICENZIATI, cinque giocatori acquistati e/o in prestito arrivati solo a gennaio non sono il sintomo di una stagione positiva. E’ stata una stagione sotto tono, abbiamo ottenuto di più degli anni scorsi, ma abbiamo fatto di meno di quello che potevamo fare.
In difesa ha dato il meglio (avevamo la migliore difesa del campionato!), ma in fase offensiva, soprattutto nella costruzione del gioco è andato in crisi… e secondo me perché non aveva gli uomini adatti.
Ho qualche dubbio che giocatori di talento come Parejo e Ledesma siano stati di suo gradimento… forse troppo lontani dalla sua idea di gioco… e magari si è trovato anche costretto a metterli in campo. La scelta di non avere un altro attraccante di qualità in rosa è stata di Iain o della dirigenza? L’attaccante serviva, lo dimostrano i fatti!
Ho la sensazione che l’acquisto/prestiti dei giocatori sia gestito più dalla società che dal tecnico e questo ha messo – ad esempio – Iain Dowie (foto) ad inizio campionato nelle condizioni peggiori per allenare.
Io non sono mai stato un estimatore del tecnico inglese, ma non è stato aiutato.
Si potevano trovare soluzioni a gennaio, rimediare con gli acquisti giusti nel mercato di riparazione, ma la società a scelto un'altra direzione il licenziamento del tecnico e continuare sulla propria strada. E la stagione secondo me è finita proprio li!
Credo infine che questa “strada”, in cui la società è protagonista anche nelle scelte sportive, sia il principale motivo per cui facciamo così fatica a trovare un allenatore di qualità. Nessun tecnico desidera lavorare in una situazione in cui non può esprimersi al 100%, anche se la panchina è ambita, e penso oltretutto che questo sia il principale e unico motivo per cui Gigi De Canio un anno fa ha preferito tornarsene in Italia.
Spero di sbagliarmi, o se proprio, spero che la dirigenza cambi direzione e sia in grado di trasmettere garanzie sufficienti al futuro nuovo allenatore, o almeno la saggezza di confermare Ainsworth piuttosto che ripiegare sul solito outsider.
QPR FAN, Trento
Questa è l'opinione dell'amico QPRfanTrento sulla stagione 2008/09 dei Rangers. Siete liberi di commentarla così come siete liberi di scrivere anche voi un articolo per il sito.
Siete i benvenuti!
Basta mandare tutto a qpritalia[at]yahoo.it
:)
Dopo il licenziamento di Dowie, stampa e tifosi si aspettavano un nome altisonante, un sostituto affermato, invece Briatore ha deciso per il moment o di affidare la panchina a Gareth Ainsworth.
In questa prima parte di campionato il nostro vero problema è stato a centrocampo. La squadra ha faticato a costruire gioco ed il risultato è che le nostre punte raramente sono riuscite a fare gol (solo 4 nelle ultime 9 partite! - uno dei peggiori attacchi del campionato!).Peccato, perchè l'innesto di CERNY ha trasformato la nostra difesa (punto debole della scorsa stagione) in una delle migliori del campionato, e forse, se fossimo riusciti a tenere una quadratura a centrocampo - con un altro allenatore, un'altra campagna acquisti - a prescindere dall'arrivo o meno di un centroavanti - adesso avremmo diversi punti classifica in più.
Ma niente panico… se riusciamo a metterci a posto a centrocampo, che arrivi o non arrivi una punta (e a gennaio arriverà…), possiamo cominciare a considerarci seriamente tra le quattro squadre più forti della Championship e giocarci la promozione in Premier.
E se poi la promozione non arriverà pazienza, almeno ci saremmo inseriti nei vertici della Championship pronti per il salto di categoria nella prossima stagione.
In fondo i piani societari parlavano di promozione in 2, 3 anni.
Di QPR Fan Trento
Un punto in quattro giornate ma....
Non diamo tutte le colpe a Dowie!
Tutto sommato ce la sta mettendo tutta, e che non fosse un allenatore di prima fascia lo sapevamo anche a giugno.
I nostri problemi attuali stanno anche altrove....
La campagna acquisti di quest’anno è stata tutto sommato mediocre, decisamente al di sotto delle aspettative:
- Metà dei giocatori acquistati neppure giocano;
- In attacco abbiamo ancora gli stessi giocatori della scorsa stagione e i risultati si vedono: 2 gol nelle ultime 5 partite di campionato (solo 2 in più rispetto alla scorsa stagione alla 10° giornata).
L’unica consolazione è la difesa (11 gol subiti contro i 19 dell’anno scorso dopo 10 giornate).
Forse – dico forse - con un attaccante “vero” quattro o cinque punti in classifica in più adesso ci sarebbero e il clima attorno alla squadra e all’allenatore sarebbe completamente diverso. Aspettiamo gennaio e vediamo cosa succede.
L’approccio della nuova dirigenza mi sembra che sia stato in questi mesi un po’ troppo incentrato sul BUSINNES.
La vera campagna acquisti in questi mesi è stata fatta fuori dal campo:
costruzione di partnership economiche, reti di sponsor, giri di affari, il tutto arricchito con un restyle della nostra immagine (sempre utile nelle public relation).
Riguardo questo punto spero solo che Briatore e Co. stiano semplicemente costruendo delle basi solide fuori dal campo prima di cominciare a costruire un team di grandi livelli anche sul campo.
Se non è così, i nostri nuovi proprietari stanno semplicemente usando la nostra squadra per aprire nuovi affari nel mondo imprenditoriale (vicino al mondo del calcio), con poco interesse verso il calcio giocato degli hoops, e in questo caso il futuro non è del tutto roseo (almeno per noi tifosi).
L’altro giorno ho letto un’intervista a Briatore sulla Gazzetta che diceva “per la Benetton metto tutta la mia vita, anima e cuore, i Rangers sono un bel passatempo”, il senso era più o meno questo. Chi vuole intendere, intenda.
Speriamo bene...
Articolo inviato da QPRFan di Trento.
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Un aneddoto e una "sentenza": per descriverlo, anche a chi non l'ha visto giocare, non serve altro. L'aneddoto. Sunderland-QPR, ultima di campionato della 2nd Division 1972-73 (l’attuale Championship, la cadetteria inglese). Stanley Bowles è la talentuosa mezzala sinistra dei biancoblù londinesi, da un mese già promossi in 1st (arriveranno un punto dietro il Burnley, primo con 62). I Black Cats invece hanno appena vinto, un pò a sorpresa, la FA Cup battendo 1-0 il Leeds United. Al vecchio Roker Park si radunano in 43.265 per ammirare in casa propria il trofeo, lasciato in bella mostra su un tavolinetto oltre la linea laterale. Bowles & C., però, hanno altri progetti, o perlomeno così narra la leggenda, spesso riportata – con dovizia di particolari sempre diversi – dal diretto protagonista: «Un paio di noi avevano scommesso su chi riusciva per primo a far cadere la coppa colpendola col pallone. Allora ho preso palla, ho corso per qualche metro e l’ho fatta volare via. Ai tifosi avrei fatto meno male segnando due gol, e alla fine c’è stata un'invasione di campo che è finita su News at Ten! (il notiziario delle 22)». La folla, inferocita per quello che ritiene un affronto, invade il campo e comincia la caccia all’uomo. Quello con la maglia, bellissima, di cotone, a cerchi blu su sfondo bianco e con il numero 10. Ci metterà 20', la polizia, per riportare l’ordine e far riprendere il gioco. Ray Jones
Quando vedo giocare Mario Balotelli penso sempre a Ray Jones. Le sensazioni che il giovane attaccante dell’Inter sta provando sono esattamente quelle che avrebbe potuto vivere oggi Ray: oltre ai primi veri guadagni, i primi articoli sul giornale, le grida dello stadio che invocano il tuo nome anche se hai solo 18 anni, l’affetto incondizionato dei tifosi per essere diventato allo stesso tempo mascotte e campione.
In qualsiasi momento della partita, il suo camminare indolente poteva trasformarsi in un balzo felino che portava spesso al gol e a uno splendido sorriso: per questo i tifosi lo amano ancora. Come attaccante aveva tutto: era dotato di forza, rapidità, colpo di testa, tecnica, intelligenza e grande consapevolezza nei propri mezzi, come il bravo Super Mario. Non so fino a quando avremmo potuto trattenere Ray a giocare in Championship, molte squadre della Premier League avevano già messo gli occhi su questo ragazzo dolce e sensibile, pieno di talento e già da molti considerato, in prospettiva, un grande giocatore. Il suo ruolo nel QPR non era solo quello di centravanti, Ray rappresentava una speranza per tutto il club. Anche fosse andato via, credo molti avrebbero continuato a tifare per lui, persino con un’altra maglia addosso. Il 25 Agosto 2007 non potei credere che fosse morto davvero, ricordo esattamente il momento in cui lessi quella maledetta frase sul sito ufficiale degli Hoops. Nessuno, in realtà, potrebbe credere alla morte di un diciottenne, dovrebbe essere vietato per legge, se non altro per non permettere mai che una mamma si ritrovi nella penosa situazione di dover seppellire il proprio figlio. In un certo senso tutto il QPR fu sotterrato quel giorno, il vecchio QPR, quello che ha sofferto la paura di non esistere. Di lì a poco Briatore avrebbe acquistato il club, la trattativa era già avviata e quasi conclusa ma Ray non c’era più.
Oggi abbiamo in squadra tanti bravi giovani campioncini ma nessuno di loro, probabilmente, sarà mai amato come Ray. Lui era il figlio di tutti i papà tifosi ed è insieme a loro che mi raccolgo per dedicare un minuto di rigoroso silenzio al più promettente calciatore che abbia mai messo piede a Loftus Road.
(Articolo inviato dall'amico Paolo)